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Gabriel García Márquez ~ Dì sempre ciò che senti e fa’ ciò che pensi


Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti guardo mentre ti addormenti,
ti abbraccerei fortemente e pregherei il Signore per poter essere
il guardiano della tua anima.
Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti vedo uscire dalla porta,
ti abbraccerei, ti darei un bacio
e ti chiamerei di nuovo per dartene altri.
Se sapessi che oggi è l’ultima volta che sento la tua voce,
registrerei ogni tua parola
per poterle ascoltare una e più volte ancora.
Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti che ti vedo,
direi “ti amo” e non darei scioccamente per scontato che già lo sai.
Sempre c’è un domani e la vita ci dà un’altra possibilità
per fare le cose bene,
ma se mi sbagliassi e oggi fosse tutto ciò che ci rimane,
mi piacerebbe dirti quanto ti amo,
che mai ti dimenticherò.
Il domani non è assicurato per nessuno, giovane o vecchio.
Oggi può essere l’ultima volta che vedi chi ami.
Perciò non aspettare oltre, fallo oggi,
perchè se il domani non arrivasse,
sicuramente compiangeresti il giorno che non hai avuto tempo
per un sorriso, un abbraccio,
un bacio e che eri troppo occupato
per regalare un ultimo desiderio.
Tieni chi ami vicino a te,
digli quanto bisogno hai di loro, amali
e trattali bene,
trova il tempo per dirgli “mi spiace”, “perdonami”, “per favore”,
“grazie” e tutte le parole d’amore che conosci.
Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti.
Chiedi al Signore la forza e la saggezza per esprimerli.
Dimostra ai tuoi amici e ai tuoi cari quanto sono importanti.

~ Gabriel García Márquez ~

Gabriel García Márquez, soprannominato Gabo, uno dei più grandi e amati scrittori del mondo, è morto giovedì 17 Aprile a Città del Messico: aveva 87 anni, era nato in Colombia nel 1927 e aveva vinto il premio Nobel per la letteratura nel 1982.
Il più celebre romanzo di García Márquez, Cent’anni di solitudine, fu pubblicato per la prima volta nel 1967: tra gli altri suoi libri più famosi ci sono L’autunno del patriarca, Cronaca di una morte annunciata e L’amore ai tempi del colera.


Il successo dei suoi romanzi e scrittori fu tra i principali responsabili di una grandissima crescita di interesse per la letteratura sudamericana. Il necrologio del New York Times lo associa a Dickens, Hemingway e Tolstoj nella capacità di farsi amare dai critici e dalle masse di lettori.
Il solo incipit di Cent’anni di solitudine è leggendario e adorato dai suoi lettori, ed è considerato da molti uno dei più straordinari della storia della letteratura.

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